Opera, 29 luglio 2007.
Scopro con amarezza alcune dichiarazioni dell’Assessora Provinciale Francesca Corso, Assessora alla Protezione civile, alla Tutela dei consumatori, al Bilancio sociale, ai Diritti dei Cittadini, al nomadismo e diritti di asilo, all’Integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle libertà ed ai Diritti dei bambini e delle bambine, una donna di estrema sinistra con a cuore, evidentemente, i problemi e gli interessi dei milanesi del capoluogo e della sua provincia, di quei milanesi che l’hanno votata proprio per salvaguardarne i diritti. Scopro, in un comunicato stampa che tratta il problema dei bambini rumeni vittime dei propri genitori criminali e della generalizzazione che talune persone fanno del fenomeno dell’accattonaggio minorile al cui racket, l’Assessora Provinciale, dichiara guerra al fine di salvare i bambini vittime innocenti dei loro adulti genitori peraltro già espulsi dall’Italia ma rientrati con il passaggio della Romania nell’Unione Europea. L’Assessora Corso con Opera ha già avuto molto a che fare, interpretando anche una parte nel documentario Opera Gagia il film che narra le gesta degli operesi del Presidio per la legalità a Opera, e non ha certo dato l’impressione di essersi meritata il voto dei milanesi ma, anzi, ha vinto la palma della cacciatrice di voti dai neocomunitari che con l’ingresso nell’Unione Europea acquisiscono anche il diritto al voto nelle elezioni Amministrative. La Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, cita l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”. La Corso ha già emesso la sua sentenza di colpevolezza per Ettore Fusco considerato, esclusivamente da lei, un fomentatore di odio e discriminazione. Noi di Opera Sicura abbiamo l’impressione che a fomentare odio siano proprio questi individui di estrema sinistra, come la Francesca Corso, che non perdono occasione per indirizzare stoccate avvelenate nei confronti di quelle persone, non omologate al potere diplomatico, che fanno politica per scopi meramente umanitari e di amore per la propria terra. Siamo d’accordo con la Corso che occorra restituire ai minori una fanciullezza rubata e smontare pezzo a pezzo le organizzazioni criminali ma non riusciamo a capire cosa c’entri il rinvio a giudizio di nove persone oneste, tra cui il Capogruppo del Carroccio al Comune di Opera, con quanto la Provincia stia facendo con il Governo della Romania per i bambini soli, spesso ammalati, e per la realizzazione di una magistratura minorile con detenzione separata tra adulti e minori. La chiave di lettura è una sola, per l’Assessora Corso il Consigliere operese Fusco è una persona che fomenta odio e discriminazione e la sentenza che ancora deve arrivare, come lo stesso processo del resto, è già stata emessa da lei. Una sentenza di colpevolezza senza appello. Siamo stanchi di essere massacrati dalla stampa e dai politici di sinistra per quelle questioni su cui il popolo ci appoggia. Chi fomenta odio e discriminazione è proprio l’Assessora Corso e chi, come lei, dal 21 dicembre 2006 parla dei presidianti di Opera e di Ettore Fusco come se fossero dei delinquenti. Si pronunciano contro il Popolo, contro i principi della gente, e prima o poi dovranno rendere conto, agli stessi, della politica messa in atto per favorire la criminalità e l’illegalità anziché aiutare i nostri anziani ed i giovani in cerca di occupazione e valori.
Scopro con amarezza alcune dichiarazioni dell’Assessora Provinciale Francesca Corso, Assessora alla Protezione civile, alla Tutela dei consumatori, al Bilancio sociale, ai Diritti dei Cittadini, al nomadismo e diritti di asilo, all’Integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle libertà ed ai Diritti dei bambini e delle bambine, una donna di estrema sinistra con a cuore, evidentemente, i problemi e gli interessi dei milanesi del capoluogo e della sua provincia, di quei milanesi che l’hanno votata proprio per salvaguardarne i diritti. Scopro, in un comunicato stampa che tratta il problema dei bambini rumeni vittime dei propri genitori criminali e della generalizzazione che talune persone fanno del fenomeno dell’accattonaggio minorile al cui racket, l’Assessora Provinciale, dichiara guerra al fine di salvare i bambini vittime innocenti dei loro adulti genitori peraltro già espulsi dall’Italia ma rientrati con il passaggio della Romania nell’Unione Europea. L’Assessora Corso con Opera ha già avuto molto a che fare, interpretando anche una parte nel documentario Opera Gagia il film che narra le gesta degli operesi del Presidio per la legalità a Opera, e non ha certo dato l’impressione di essersi meritata il voto dei milanesi ma, anzi, ha vinto la palma della cacciatrice di voti dai neocomunitari che con l’ingresso nell’Unione Europea acquisiscono anche il diritto al voto nelle elezioni Amministrative. La Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, cita l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”. La Corso ha già emesso la sua sentenza di colpevolezza per Ettore Fusco considerato, esclusivamente da lei, un fomentatore di odio e discriminazione. Noi di Opera Sicura abbiamo l’impressione che a fomentare odio siano proprio questi individui di estrema sinistra, come la Francesca Corso, che non perdono occasione per indirizzare stoccate avvelenate nei confronti di quelle persone, non omologate al potere diplomatico, che fanno politica per scopi meramente umanitari e di amore per la propria terra. Siamo d’accordo con la Corso che occorra restituire ai minori una fanciullezza rubata e smontare pezzo a pezzo le organizzazioni criminali ma non riusciamo a capire cosa c’entri il rinvio a giudizio di nove persone oneste, tra cui il Capogruppo del Carroccio al Comune di Opera, con quanto la Provincia stia facendo con il Governo della Romania per i bambini soli, spesso ammalati, e per la realizzazione di una magistratura minorile con detenzione separata tra adulti e minori. La chiave di lettura è una sola, per l’Assessora Corso il Consigliere operese Fusco è una persona che fomenta odio e discriminazione e la sentenza che ancora deve arrivare, come lo stesso processo del resto, è già stata emessa da lei. Una sentenza di colpevolezza senza appello. Siamo stanchi di essere massacrati dalla stampa e dai politici di sinistra per quelle questioni su cui il popolo ci appoggia. Chi fomenta odio e discriminazione è proprio l’Assessora Corso e chi, come lei, dal 21 dicembre 2006 parla dei presidianti di Opera e di Ettore Fusco come se fossero dei delinquenti. Si pronunciano contro il Popolo, contro i principi della gente, e prima o poi dovranno rendere conto, agli stessi, della politica messa in atto per favorire la criminalità e l’illegalità anziché aiutare i nostri anziani ed i giovani in cerca di occupazione e valori.

Opera, 18 luglio 2007. Il Gruppo Consiliare della Lega Nord operese si schiera con fermezza contro l’ipostesi di un inceneritore nel paese che ospita già un carcere ed ha appena ottenuto la cessazione delle lavorazioni di un’azienda che stoccava e smaltiva rifiuti tossici e l’allontanamento di un campo nomadi. Già nel 2004, all’ennesima indicazione di Opera quale sede dell’inceneritore e dopo anni di silenzio della Giunta Ramazzotti, la Lega Nord pubblicò un volantino dove minacciava di organizzare squadre di resistenza alla volontà delle istituzioni e dove sottolineava il silenzio del Comune di Opera che si nascondeva dietro una presunta non conoscenza dei fatti. Da allora sono passati altri tre anni ed oggi la notizia dell’inceneritore ad Opera si è fatta ancora più consistente tanto da essere data anche da alcuni telegiornali. Ma gli operesi non ci stanno e Opera Sicura, il comitato nato dopo l’esperienza del Presidio di Opera a tutela della legalità e della vivibilità cittadina, organizza una dimostrazione in piazza, domenica 22 luglio alle ore 10.30, per raccogliere le firme necessarie a dire no all’inceneritore.
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