Opera: il meteo
giovedì 15 ottobre 2009
OPERAZIONE FRATELLI D'ITALIA. Legalità a Opera.
mercoledì 29 luglio 2009
COMUNICATO STAMPA: Moschea nel Parco Sud? Mai a Opera!
Opera, 29 luglio 2009
La notizia l’abbiamo appresa dal Corriere della Sera che avrebbe interpretato la posizione del Sindaco milanese Moratti e del suo Vice De Corato, che hanno la comune volontà di spostare la moschea di Viale Jenner in periferia, come un indirizzo a trasferire gli islamici in una zona tra Milano, Rozzano, Opera e Locate.
Un’area servita da centro commerciale, vicino ad una fermata della metropolitana, del tram e senza palazzi intorno. Una soluzione che effettivamente potrebbe essere quella tra il depuratore di Rozzano ed il carcere di Opera.
“Non se ne parla neppure - sentenzia il Sindaco di Opera Ettore Fusco – Milano da sempre prova a considerare Opera il suo zerbino ma noi siamo pronti a dare battaglia anche al Sindaco Moratti se dovesse realmente avere una simile intenzione. Proprio mentre la Lega Nord raccoglie firme contro l’ipotesi di Lacchiarella qualcuno parla di andare a colpire ancora una volta il cuore del sud Milano considerato, imprudentemente, la discarica meneghina. Opera è l’antico granaio della Città di Milano e tale vuole restare, senza inceneritori, moschee ed altre realtà che la Moratti e la sua Giunta vogliono allontanare dai propri elettori. Se realmente l’intenzione fosse questa - conclude Fusco - avremo modo di ricordare alla Moratti ed a chi la pensa come lei che a Opera non si scherza!”.
L’Amministrazione Comunale di Opera è impreparata e nettamente contraria ad accogliere eventuali insediamenti di questo tipo e proprio mentre sta conducendo un braccio di ferro con il Comune di Milano e la Provincia per la realizzazione, rispettivamente, dell’allargamento della Via Ripamonti ed il raddoppio della strada provinciale Valtidone con il Sindaco Fusco che lamenta di non essere neppure ricevuto dalla sua collega milanese fa trasecolare qualcuno: “Questa notizia ci colpisce al cuore - commenta deluso il primo cittadino operese - proprio perché nella Moratti abbiamo creduto e questa apertura alle moschee ci spaventa. Non si tratta di luoghi di culto ma posti dove gli islamici fanno politica e, com’è già capitato, addestrano uomini e preparano attentati. Se proprio serve un’area - conclude provocatoriamente Fusco - c’è la Piazza del Duomo a Milano con due linee della metropolitana, tram, autobus, negozi e la possibilità di usare il sagrato come parcheggio e la cattedrale per le omelie degli imam!”.
Milano si impegni piuttosto ad allargare la Via Ripamonti, una strada che i cittadini di Opera attendono da almeno 22 anni e paralizza tutto il sud Milano nonostante le continue promesse dei sindaci meneghini.
La notizia l’abbiamo appresa dal Corriere della Sera che avrebbe interpretato la posizione del Sindaco milanese Moratti e del suo Vice De Corato, che hanno la comune volontà di spostare la moschea di Viale Jenner in periferia, come un indirizzo a trasferire gli islamici in una zona tra Milano, Rozzano, Opera e Locate.
Un’area servita da centro commerciale, vicino ad una fermata della metropolitana, del tram e senza palazzi intorno. Una soluzione che effettivamente potrebbe essere quella tra il depuratore di Rozzano ed il carcere di Opera.
“Non se ne parla neppure - sentenzia il Sindaco di Opera Ettore Fusco – Milano da sempre prova a considerare Opera il suo zerbino ma noi siamo pronti a dare battaglia anche al Sindaco Moratti se dovesse realmente avere una simile intenzione. Proprio mentre la Lega Nord raccoglie firme contro l’ipotesi di Lacchiarella qualcuno parla di andare a colpire ancora una volta il cuore del sud Milano considerato, imprudentemente, la discarica meneghina. Opera è l’antico granaio della Città di Milano e tale vuole restare, senza inceneritori, moschee ed altre realtà che la Moratti e la sua Giunta vogliono allontanare dai propri elettori. Se realmente l’intenzione fosse questa - conclude Fusco - avremo modo di ricordare alla Moratti ed a chi la pensa come lei che a Opera non si scherza!”.
L’Amministrazione Comunale di Opera è impreparata e nettamente contraria ad accogliere eventuali insediamenti di questo tipo e proprio mentre sta conducendo un braccio di ferro con il Comune di Milano e la Provincia per la realizzazione, rispettivamente, dell’allargamento della Via Ripamonti ed il raddoppio della strada provinciale Valtidone con il Sindaco Fusco che lamenta di non essere neppure ricevuto dalla sua collega milanese fa trasecolare qualcuno: “Questa notizia ci colpisce al cuore - commenta deluso il primo cittadino operese - proprio perché nella Moratti abbiamo creduto e questa apertura alle moschee ci spaventa. Non si tratta di luoghi di culto ma posti dove gli islamici fanno politica e, com’è già capitato, addestrano uomini e preparano attentati. Se proprio serve un’area - conclude provocatoriamente Fusco - c’è la Piazza del Duomo a Milano con due linee della metropolitana, tram, autobus, negozi e la possibilità di usare il sagrato come parcheggio e la cattedrale per le omelie degli imam!”.
Milano si impegni piuttosto ad allargare la Via Ripamonti, una strada che i cittadini di Opera attendono da almeno 22 anni e paralizza tutto il sud Milano nonostante le continue promesse dei sindaci meneghini.
Dal Comune di Opera
lunedì 6 luglio 2009
Sgombero di rom alla Cascina Olma
COMUNICATO STAMPA del Comune di Opera:
Opera, 6 luglio 2009
Questa mattina i Carabinieri di Pieve Emanuele, dopo le sollecitazioni del Sindaco di Opera Ettore Fusco, procedono con lo sgombero dell’accampamento rom alla Olma, cascina diroccata nel Comune di Locate Triulzi a confine con Opera.
Dopo le numerose segnalazioni di presenza dei rom che prendevano d’assalto il supermercato e le fontanelle dei parchi per lavarsi, davanti ai bambini operesi esterrefatti ed ai loro genitori intimoriti, ieri sera è intervenuto il Sindaco Fusco all’interno del suo confine territoriale per invitare alcuni romeni a lasciare il paese e suggerendo loro di abbandonare anche la cascina pericolante di Locate Triulzi in cui, da oltre una settimana, alcune famiglie rom hanno trovato ricovero per accamparsi.
L’intervento diretto è stato necessario poiché le preoccupazioni dei cittadini che segnalavano persone sospette in giro per il paese non è stato raccolto dalla Stazione dei Carabinieri di Opera, non operativa dopo le ore venti, né tantomeno dalla Polizia Locale, anche nelle precedenti segnalazioni, che non può sconfinare nella Cascina a cinquanta metri dal confine tra Opera e Locate.
L’intervento di sgombero della Cascina Olma è stato quindi concordato per questa mattina tra il Sindaco di Opera e la Stazione dei Carabinieri di Pieve Emanuele a cui evidentemente non giungono richieste in tal senso dal Sindaco di Locate Triulzi Severino Preli.
Il primo cittadino di Opera è infatti in guerra con il suo vicino e dichiara: “Siamo stufi di subire l’incuria del territorio da parte di Preli - il Sindaco di Locate - che non presta attenzione alla sua zona industriale, alle vecchie cascine ed alle aree dismesse a confine con Opera.
Spaccio di droga, prostituzione, discariche abusive, degrado e campi rom sono all’ordine del giorno in questa zona a confine con il nostro paese ma lontana dal centro abitato di Locate.
I residenti della Fontana e gli industriali che confinano con il nostro paese chiedono infatti l’annessione a Opera, una provocazione che il loro Sindaco non dovrebbe sottovalutare, e vogliono più ordine e sicurezza anche se si trovano a nord della ferrovia che taglia fuori dal paese questa fetta di Locate di Triulzi abbandonata a se stessa.
Questo degrado ricade su Opera ed il collega Preli è pertanto invitato a fare rispettare la legalità presidiando il territorio e chiedendo alle Forze dell’Ordine gli interventi necessari a impedire che i cittadini operesi subiscano le angherie di chi occupa il territorio locatese abusivamente”.
Sulla questione rom c’è stata un’altra disputa tra i due sindaci proprio due settimane fa quando il primo cittadino operese Fusco si è recato in un accampamento a cinquanta metri dal suo confine invitando i Carabinieri di Pieve Emanuele a seguirlo ed effettuare uno sgombero andato a buon fine. Il Sindaco Preli in quella occasione preannunciò una denuncia e la richiesta di intervento da parte del Prefetto di Milano per lo sconfinamento.
“Sono proprio in attesa di essere chiamato dal Prefetto nella speranza che si possa definire la questione. Nell’area ex Saiwa abbiamo fatto un intervento a cinquanta metri dal confine di Opera - conclude Fusco - ma anche da casa mia. Come può un padre di famiglia tollerare tale degrado vedendosi passare dei rom davanti casa, dove giocano anche i suoi bambini, con dei carri colmi del materiale necessario a costruirsi le baracche appena sottratto dalla piattaforma ecologica proprio di Opera? Essere Sindaco è una responsabilità che prevede anche la tutela della sicurezza dei propri cittadini e Preli, per quanto riguarda questa zona, sta dando non pochi problemi agli operesi”.
L’Amministrazione Comunale di Opera confida in un presidio maggiore dell’area a nord di Locate di Triulzi compresa tra il Santuario della Fontana, che chiuso il passaggio a livello si trova oggi in una strada a fondo cieco, l’area dismessa della ex Saiwa e le zone industriali di Via Luxembourg e Via Abruzzi fino alla diroccata Cascina Olma ed agli accessi della Valtidone. Tutte aree a rischio dove proliferano lo spaccio di droga, la prostituzione, il degrado delle discariche abusive e la sosta irregolare dei nomadi.
Opera, 6 luglio 2009
Questa mattina i Carabinieri di Pieve Emanuele, dopo le sollecitazioni del Sindaco di Opera Ettore Fusco, procedono con lo sgombero dell’accampamento rom alla Olma, cascina diroccata nel Comune di Locate Triulzi a confine con Opera.
Dopo le numerose segnalazioni di presenza dei rom che prendevano d’assalto il supermercato e le fontanelle dei parchi per lavarsi, davanti ai bambini operesi esterrefatti ed ai loro genitori intimoriti, ieri sera è intervenuto il Sindaco Fusco all’interno del suo confine territoriale per invitare alcuni romeni a lasciare il paese e suggerendo loro di abbandonare anche la cascina pericolante di Locate Triulzi in cui, da oltre una settimana, alcune famiglie rom hanno trovato ricovero per accamparsi.
L’intervento diretto è stato necessario poiché le preoccupazioni dei cittadini che segnalavano persone sospette in giro per il paese non è stato raccolto dalla Stazione dei Carabinieri di Opera, non operativa dopo le ore venti, né tantomeno dalla Polizia Locale, anche nelle precedenti segnalazioni, che non può sconfinare nella Cascina a cinquanta metri dal confine tra Opera e Locate.
L’intervento di sgombero della Cascina Olma è stato quindi concordato per questa mattina tra il Sindaco di Opera e la Stazione dei Carabinieri di Pieve Emanuele a cui evidentemente non giungono richieste in tal senso dal Sindaco di Locate Triulzi Severino Preli.
Il primo cittadino di Opera è infatti in guerra con il suo vicino e dichiara: “Siamo stufi di subire l’incuria del territorio da parte di Preli - il Sindaco di Locate - che non presta attenzione alla sua zona industriale, alle vecchie cascine ed alle aree dismesse a confine con Opera.
Spaccio di droga, prostituzione, discariche abusive, degrado e campi rom sono all’ordine del giorno in questa zona a confine con il nostro paese ma lontana dal centro abitato di Locate.
I residenti della Fontana e gli industriali che confinano con il nostro paese chiedono infatti l’annessione a Opera, una provocazione che il loro Sindaco non dovrebbe sottovalutare, e vogliono più ordine e sicurezza anche se si trovano a nord della ferrovia che taglia fuori dal paese questa fetta di Locate di Triulzi abbandonata a se stessa.
Questo degrado ricade su Opera ed il collega Preli è pertanto invitato a fare rispettare la legalità presidiando il territorio e chiedendo alle Forze dell’Ordine gli interventi necessari a impedire che i cittadini operesi subiscano le angherie di chi occupa il territorio locatese abusivamente”.
Sulla questione rom c’è stata un’altra disputa tra i due sindaci proprio due settimane fa quando il primo cittadino operese Fusco si è recato in un accampamento a cinquanta metri dal suo confine invitando i Carabinieri di Pieve Emanuele a seguirlo ed effettuare uno sgombero andato a buon fine. Il Sindaco Preli in quella occasione preannunciò una denuncia e la richiesta di intervento da parte del Prefetto di Milano per lo sconfinamento.
“Sono proprio in attesa di essere chiamato dal Prefetto nella speranza che si possa definire la questione. Nell’area ex Saiwa abbiamo fatto un intervento a cinquanta metri dal confine di Opera - conclude Fusco - ma anche da casa mia. Come può un padre di famiglia tollerare tale degrado vedendosi passare dei rom davanti casa, dove giocano anche i suoi bambini, con dei carri colmi del materiale necessario a costruirsi le baracche appena sottratto dalla piattaforma ecologica proprio di Opera? Essere Sindaco è una responsabilità che prevede anche la tutela della sicurezza dei propri cittadini e Preli, per quanto riguarda questa zona, sta dando non pochi problemi agli operesi”.
L’Amministrazione Comunale di Opera confida in un presidio maggiore dell’area a nord di Locate di Triulzi compresa tra il Santuario della Fontana, che chiuso il passaggio a livello si trova oggi in una strada a fondo cieco, l’area dismessa della ex Saiwa e le zone industriali di Via Luxembourg e Via Abruzzi fino alla diroccata Cascina Olma ed agli accessi della Valtidone. Tutte aree a rischio dove proliferano lo spaccio di droga, la prostituzione, il degrado delle discariche abusive e la sosta irregolare dei nomadi.
mercoledì 17 giugno 2009
Sgombero campo nomadi dall’area ex Saiwa a Locate di Triulzi
Comunicato Stampa del Comune di Opera
Opera, 16 giugno 2009
Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale di Opera a cui si sono aggiunti, in seconda battuta, la Polizia Locale di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Pieve Emanuele.
Su richiesta del Sindaco di Opera Ettore Fusco c’è stato un intervento nell’area dismessa della ex Saiwa, biscottificio demolito
sul territorio di Locate Triulzi, che ha portato allo sgombero di un campo nomadi. Al momento dell’irruzione sul posto, sono state identificate diciassette personev originarie della Romania a cui le forze dell’ordine hanno preso le generalità e successivamente imposto di lasciare l’area.
“Da giorni alcuni cittadini locatesi ci segnalavano strani movimenti nell’area ex Saiwa - commenta il Sindaco operese Ettore Fusco - sul territorio di Locate Triulzi al confine con Opera, così ho deciso di andare a fare una passeggiata con il mio ViceSindaco Antonino Nucera ed un agente della nostra Polizia Locale.
Giunti sul posto e trovato il cancello spalancato - prosegue il primo cittadino che con i Rom ha già avuto l’esperienza del presidio fisso, che gli ha reso un processo per istigazione a delinquere ma che fruttò l’allontanamento da Opera del campo nomadi voluto dalla Provincia e dal Prefetto sul suo territorio - siamo stati accerchiati da diciassette stranieri, molte donne e bambine, che ci hanno indotto a chiamare rinforzi. Sono così giunti altri agenti della Polizia Locale di Opera, di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Opera e Pieve Emanuele”.
Ai diciassette nomadi identificati se ne devono aggiungere molti altri non presenti al momento dello sgombero,
probabilmente tutti gli uomini impegnati in qualche attività lontana dal campo, che erano stati visti nei giorni scorsi entrare ed uscire con due furgoni dall’area dismessa.
“Adesso ci aspettiamo che il Sindaco di Locate, l’appena confermato Severino Preli, si decida a fare rispettare la legalità sul suo territorio - conclude Fusco - presidiando anche le zone distanti dal centro abitato, a confine con il nostro paese, dove proliferano lo spaccio di droga, la sosta degli
zingari, la prostituzione e le discariche abusive”.
Durante le operazioni di sgombero è giunta sul posto anche la neo consigliera di opposizione a Locate, l’Avvocato Alessandra Dagrada, che ha preannunciato battaglia in Consiglio Comunale per l’incuranza del territorio da parte del suo Sindaco.
Opera, 16 giugno 2009
Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale di Opera a cui si sono aggiunti, in seconda battuta, la Polizia Locale di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Pieve Emanuele.
Su richiesta del Sindaco di Opera Ettore Fusco c’è stato un intervento nell’area dismessa della ex Saiwa, biscottificio demolito
sul territorio di Locate Triulzi, che ha portato allo sgombero di un campo nomadi. Al momento dell’irruzione sul posto, sono state identificate diciassette personev originarie della Romania a cui le forze dell’ordine hanno preso le generalità e successivamente imposto di lasciare l’area.“Da giorni alcuni cittadini locatesi ci segnalavano strani movimenti nell’area ex Saiwa - commenta il Sindaco operese Ettore Fusco - sul territorio di Locate Triulzi al confine con Opera, così ho deciso di andare a fare una passeggiata con il mio ViceSindaco Antonino Nucera ed un agente della nostra Polizia Locale.
Giunti sul posto e trovato il cancello spalancato - prosegue il primo cittadino che con i Rom ha già avuto l’esperienza del presidio fisso, che gli ha reso un processo per istigazione a delinquere ma che fruttò l’allontanamento da Opera del campo nomadi voluto dalla Provincia e dal Prefetto sul suo territorio - siamo stati accerchiati da diciassette stranieri, molte donne e bambine, che ci hanno indotto a chiamare rinforzi. Sono così giunti altri agenti della Polizia Locale di Opera, di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Opera e Pieve Emanuele”.
Ai diciassette nomadi identificati se ne devono aggiungere molti altri non presenti al momento dello sgombero,
probabilmente tutti gli uomini impegnati in qualche attività lontana dal campo, che erano stati visti nei giorni scorsi entrare ed uscire con due furgoni dall’area dismessa.“Adesso ci aspettiamo che il Sindaco di Locate, l’appena confermato Severino Preli, si decida a fare rispettare la legalità sul suo territorio - conclude Fusco - presidiando anche le zone distanti dal centro abitato, a confine con il nostro paese, dove proliferano lo spaccio di droga, la sosta degli
zingari, la prostituzione e le discariche abusive”.
Durante le operazioni di sgombero è giunta sul posto anche la neo consigliera di opposizione a Locate, l’Avvocato Alessandra Dagrada, che ha preannunciato battaglia in Consiglio Comunale per l’incuranza del territorio da parte del suo Sindaco.
venerdì 5 giugno 2009
COMUNICATO STAMPA: un giorno senza prostitute
Opera, 4 giugno 2009
La protesta della Giunta di Opera che si è trasferita per un giorno al confine tra Opera e Milano, per contrastare la prostituzione, ha sortito i suoi effetti e per un giorno le prostitute sono sparite dalla Via Ripamonti.
Il Sindaco Ettore Fusco, accompagnato dal suo vice Antonino Nucera, dall’Assessore Ileana Zacchetti ed altri consiglieri comunali, ha voluto lanciare un messaggio alla Moratti ed al Prefetto Lombardi volutamente chiaro: “Se volete le prostitute tenetele lontane dal nostro paese e non al confine con le nostre case”.
Il Comune di Opera ha superato il problema prostitute da tempo, infatti da un anno non se ne vede una sulle strade cittadine e su quelle che lambiscono il paese, ma la politica del Comune di Milano in termini di prostituzione e nomadismo è poco gradita poiché il capoluogo tende a “Scopare i suoi rifiuti sotto lo zerbino, ma se pensano che Opera possa essere il tappetino di Milano si sbagliano di grosso. Lo abbiamo già dimostrato con il campo nomadi!”.
Così l’annunciata protesta del Sindaco leghista Fusco e della sua Giunta ha fruttato subito un buon risultato, “se fosse duraturo potremmo anche gioire… ma questo sa piuttosto di imbroglio”, infatti è accaduto che nel luogo della protesta al confine tra Opera e Milano sono state fatte sparire le due prostitute in servizio fino a venti minuti prima dell’arrivo della pattuglia operese.
Quando gli agenti della Digos, presenti sul posto, si sono resi conto che dal capannello di operesi si promuoveva un raid sulla Via Ripamonti per stimolare gli agenti ad intervenire, contro le prostitute, sono state probabilmente chiamate le due volanti della Polizia di Stato che hanno portato in questura tutte le passeggiatrici in servizio.
Della Polizia Locale di Milano neppure una traccia, mentre due agenti operesi pattugliavano il confine, così come ovviamente non si sono presentati il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi, “ovviamente impegnati in faccende ben più importanti che non ad interessarsi di qualche prostituta in mezzo alla strada”, nonostante l’invito a venire per prendere visione della vergogna di una strada milanese da cui transitano oltre centomila veicoli ogni giorno.
Adesso la Via Ripamonti resta senza prostitute per un giorno “ma la guerra a questo malcostume non è finita” e Opera canta vittoria per essere riuscita a dimostrare che se lo Stato vuole intervenire lo può fare. “Una vittoria effimera che cela l’impotenza delle istituzioni che vogliono servire il proprio paese onestamente”.
La protesta della Giunta di Opera che si è trasferita per un giorno al confine tra Opera e Milano, per contrastare la prostituzione, ha sortito i suoi effetti e per un giorno le prostitute sono sparite dalla Via Ripamonti.
Il Sindaco Ettore Fusco, accompagnato dal suo vice Antonino Nucera, dall’Assessore Ileana Zacchetti ed altri consiglieri comunali, ha voluto lanciare un messaggio alla Moratti ed al Prefetto Lombardi volutamente chiaro: “Se volete le prostitute tenetele lontane dal nostro paese e non al confine con le nostre case”.
Il Comune di Opera ha superato il problema prostitute da tempo, infatti da un anno non se ne vede una sulle strade cittadine e su quelle che lambiscono il paese, ma la politica del Comune di Milano in termini di prostituzione e nomadismo è poco gradita poiché il capoluogo tende a “Scopare i suoi rifiuti sotto lo zerbino, ma se pensano che Opera possa essere il tappetino di Milano si sbagliano di grosso. Lo abbiamo già dimostrato con il campo nomadi!”.
Così l’annunciata protesta del Sindaco leghista Fusco e della sua Giunta ha fruttato subito un buon risultato, “se fosse duraturo potremmo anche gioire… ma questo sa piuttosto di imbroglio”, infatti è accaduto che nel luogo della protesta al confine tra Opera e Milano sono state fatte sparire le due prostitute in servizio fino a venti minuti prima dell’arrivo della pattuglia operese.
Quando gli agenti della Digos, presenti sul posto, si sono resi conto che dal capannello di operesi si promuoveva un raid sulla Via Ripamonti per stimolare gli agenti ad intervenire, contro le prostitute, sono state probabilmente chiamate le due volanti della Polizia di Stato che hanno portato in questura tutte le passeggiatrici in servizio.
Della Polizia Locale di Milano neppure una traccia, mentre due agenti operesi pattugliavano il confine, così come ovviamente non si sono presentati il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi, “ovviamente impegnati in faccende ben più importanti che non ad interessarsi di qualche prostituta in mezzo alla strada”, nonostante l’invito a venire per prendere visione della vergogna di una strada milanese da cui transitano oltre centomila veicoli ogni giorno.
Adesso la Via Ripamonti resta senza prostitute per un giorno “ma la guerra a questo malcostume non è finita” e Opera canta vittoria per essere riuscita a dimostrare che se lo Stato vuole intervenire lo può fare. “Una vittoria effimera che cela l’impotenza delle istituzioni che vogliono servire il proprio paese onestamente”.
Il Sindaco di Opera Ettore Fusco
COMUNICATO STAMPA: le prostitute di Milano sotto le case degli operesi.
Opera, 3 giugno 2009
Il giorno dopo le celebrazioni della Festa della Repubblica i cittadini di Opera si interrogano sul significato del tricolore, dello Stato e di questa ricorrenza che dovrebbe attestare l’unità di una Nazione fondata sul lavoro ecc, ecc, oltre che sulla civiltà ed il rispetto della legalità.
Come più volte ribadito al Sindaco di Milano Letizia Moratti ed al Prefetto Gianvalerio Lombardi, da parte del Sindaco di Opera Ettore Fusco, la misura è colma.
Non possiamo lottare contro la prostituzione sulle strade in un piccolo Comune della provincia e permettere al capoluogo di Regione che tali oscenità avvengano in pieno giorno a confine con quei comuni virtuosi dove la legalità viene fatta rispettare.
Dopo avere debellato questa piaga dalle strade operesi e quelle limitrofe a sud di Opera, grazie alla collaborazione dei sindaci confinanti, è rimasto irrisolto il nodo milanese che con la stagione calda si fa sempre più pesante.
Da settimane stazionano alcune prostitute proprio al confine tra Opera e Milano, ma sul suolo meneghino, e la Polizia Locale agli ordini della Moratti non interviene come del resto non ha mai preso posizione per tutte quelle meretrici che, indisturbate, occupano le piazzole di sosta della Via Ripamonti giorno e notte nonostante le continue richieste fatte dall’Amministrazione operese.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, le autorità e le istituzioni dello Stato a trovare un rimedio per quello che Opera avverte come un grave problema di ordine pubblico, domani giovedì 4 giugno alle ore 15 il Sindaco di Opera Ettore Fusco si recherà al confine tra Noverasco di Opera e Milano, zona ex dazio vigentino, per manifestare il proprio disappunto nei confronti del lassismo di chi permette a molte prostitute, forse clandestine, di commettere reati alla luce del giorno.
Il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi sono invitati a presentarsi per prendere visione di quanto forse sfugge ai loro occhi.
Il giorno dopo le celebrazioni della Festa della Repubblica i cittadini di Opera si interrogano sul significato del tricolore, dello Stato e di questa ricorrenza che dovrebbe attestare l’unità di una Nazione fondata sul lavoro ecc, ecc, oltre che sulla civiltà ed il rispetto della legalità.
Come più volte ribadito al Sindaco di Milano Letizia Moratti ed al Prefetto Gianvalerio Lombardi, da parte del Sindaco di Opera Ettore Fusco, la misura è colma.
Non possiamo lottare contro la prostituzione sulle strade in un piccolo Comune della provincia e permettere al capoluogo di Regione che tali oscenità avvengano in pieno giorno a confine con quei comuni virtuosi dove la legalità viene fatta rispettare.
Dopo avere debellato questa piaga dalle strade operesi e quelle limitrofe a sud di Opera, grazie alla collaborazione dei sindaci confinanti, è rimasto irrisolto il nodo milanese che con la stagione calda si fa sempre più pesante.
Da settimane stazionano alcune prostitute proprio al confine tra Opera e Milano, ma sul suolo meneghino, e la Polizia Locale agli ordini della Moratti non interviene come del resto non ha mai preso posizione per tutte quelle meretrici che, indisturbate, occupano le piazzole di sosta della Via Ripamonti giorno e notte nonostante le continue richieste fatte dall’Amministrazione operese.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, le autorità e le istituzioni dello Stato a trovare un rimedio per quello che Opera avverte come un grave problema di ordine pubblico, domani giovedì 4 giugno alle ore 15 il Sindaco di Opera Ettore Fusco si recherà al confine tra Noverasco di Opera e Milano, zona ex dazio vigentino, per manifestare il proprio disappunto nei confronti del lassismo di chi permette a molte prostitute, forse clandestine, di commettere reati alla luce del giorno.
Il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi sono invitati a presentarsi per prendere visione di quanto forse sfugge ai loro occhi.
Il Sindaco di Opera Ettore Fusco
martedì 7 aprile 2009
SOLIDARIETA' AGLI ABRUZZESI dal Comune di Opera
OPERA SICURA è solidale con i terremotati dell'Abruzzo e si mette a disposizione del Comune per concordare eventuali modalità di intervento.
Dal Comune di Opera:
Comunicato Stampa: TERREMOTO IN ABRUZZO
Opera, 7 aprile 2009
L’Amministrazione Comunale di Opera nella persona del suo Sindaco Ettore Fusco esprime il proprio cordoglio per le vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo e solidarizza con tutte quelle persone che nell’immane tragedia hanno perso i propri affetti, i beni mobili ed immobili.
“Auguriamo agli abruzzesi di non perdere la speranza nel futuro e ci stringiamo in un abbraccio ideale che auspichiamo non li faccia sentire soli ma dia loro la forza di lottare per ricostruire quanto la violenza della natura gli ha sottratto in pochi minuti.
Ai connazionali abruzzesi diamo la disponibilità del Comune di Opera ad intervenire con tutti gli uomini ed i mezzi a nostra disposizione in accordo con le istituzioni competenti dalle quali stiamo aspettando un indicazione su come attivare la rete di solidarietà per un evento che ha fatto piangere una nazione che oggi si ferma a riflettere sulla fragilità del nostro sistema e sull’importanza della vita”.
Anche il Corpo Volontario della Protezione Civile di Opera, nella persona del suo Presidente Vincenzo Dongiovanni, e la Polizia Ecozoofila operese, tramite il Comandante Provinciale Luigi Vella, hanno garantito al Sindaco la massima collaborazione ed il proprio stato di allerta in fase di definizione degli interventi necessari.
L’Amministrazione Comunale chiede infine ai suoi cittadini la massima attenzione e solidarietà affinché non appena concordate le modalità di intervento si possano rendere disponibili in pochi giorni per garantire anche loro un sostegno concreto e materiale alle famiglie colpite dal terremoto.
L’Amministrazione Comunale di Opera (Provincia di Milano).
Opera, 7 aprile 2009
L’Amministrazione Comunale di Opera nella persona del suo Sindaco Ettore Fusco esprime il proprio cordoglio per le vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo e solidarizza con tutte quelle persone che nell’immane tragedia hanno perso i propri affetti, i beni mobili ed immobili.
“Auguriamo agli abruzzesi di non perdere la speranza nel futuro e ci stringiamo in un abbraccio ideale che auspichiamo non li faccia sentire soli ma dia loro la forza di lottare per ricostruire quanto la violenza della natura gli ha sottratto in pochi minuti.
Ai connazionali abruzzesi diamo la disponibilità del Comune di Opera ad intervenire con tutti gli uomini ed i mezzi a nostra disposizione in accordo con le istituzioni competenti dalle quali stiamo aspettando un indicazione su come attivare la rete di solidarietà per un evento che ha fatto piangere una nazione che oggi si ferma a riflettere sulla fragilità del nostro sistema e sull’importanza della vita”.
Anche il Corpo Volontario della Protezione Civile di Opera, nella persona del suo Presidente Vincenzo Dongiovanni, e la Polizia Ecozoofila operese, tramite il Comandante Provinciale Luigi Vella, hanno garantito al Sindaco la massima collaborazione ed il proprio stato di allerta in fase di definizione degli interventi necessari.
L’Amministrazione Comunale chiede infine ai suoi cittadini la massima attenzione e solidarietà affinché non appena concordate le modalità di intervento si possano rendere disponibili in pochi giorni per garantire anche loro un sostegno concreto e materiale alle famiglie colpite dal terremoto.
L’Amministrazione Comunale di Opera (Provincia di Milano).
sabato 17 gennaio 2009
IL SINDACO FUSCO DICE ANCORA NO ALL'INCENERITORE
Anche nel Consiglio Comunale di Pieve Emanuele, la sera del 15 gennaio, il Sindaco di Opera Ettore Fusco ha avuto modo di esprimere la propria netta contrarietà ad un inceneritore all'interno del territorio del Parco Sud.
Il suo intervento, dopo quello del primo cittadino pievese Rocco Pinto, è stato duro ed ha spaziato dalla questione termovalorizzatore, dove la posizione operese è intransigente, fino alla svendita del Parco Sud che nell'ultima assemblea dei sindaci ha deliberato l'allargamento dell'area edificabile ed ha praticamente regalato al cemento un territorio grande come il nostro comune.
I voti contrari ad un simile provvedimento sono stati 4 su 61 presenti. Fusco e Pinto, unici del sud Milano, sono tra i quattro contrari.
Al Consiglio Comunale di Pieve erano stati invitati anche i sindaci di Locate e Rozzano, entrambi assenti, ed il Presidente della Provincia Penati, anche lui assente.
Secondo Fusco non c'è molto da fidarsi di questa sinistra che ha finto di non sapere niente per anni, quando dalla Lega Nord operese partivano le accuse a Ramazzotti di vivere una sorta di silenzio assenso, ed oggi con il Presidente Penati nominato Commissario per l'approvazione del Piano rifiuti ha tolto il vincolo che impediva la costruzione di inceneritori nel territorio del Parco Sud.
Anche a Pieve la sinistra si è distinta per avere cercato di fare passare, in modo strumentale, il Sindaco Pinto e la sua maggioranza per quelli che volevano l'inceneritore nonostante il primo cittadino pievese si sia sempre espresso in modo determinato contro una simile ipotesi.
Opera Sicura conta sul suo Sindaco affinché porti avanti la battaglia contro l'inceneritore iniziata nel luglio del 2007 con una raccolta firme ed alcuni presidi davanti al Comune di Opera per dire NO INCENERITORE in modo determinato e sicuro.
mercoledì 7 gennaio 2009
REVOCA CHIUSURA SCUOLE
OGGI, A SEGUITO DEL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE, E' STATA REVOCATA L'ORDINANZA CHIUSURA SCUOLE.
PERTANTO LEZIONI REGOLARI VENERDI' 9 GENNAIO
La nuova ordinanza che revoca la chiusura delle scuole:
Il SINDACO
In considerazione delle mutate condizioni metereologiche e verificate le condizioni di
praticabilità della rete stradale di accesso agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, di revocare la propria ordinanza n. 3 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La revoca dell’ordinanza n. 3 del 7 gennaio 2009 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti
sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di
seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale "Dante Alighieri" – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare "Sacco e Vanzetti" – Via Dante
Scuola elementare "G.Rodari" – Largo Nenni 1
Scuola materna "Don Milani" - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna "F.lli Cervi" – Noverasco
Istituto Superiore "Italo Calvino" – Via Marx
Opera li 8 gennaio 2009
f.to IL SINDACO
Ettore Fusco
Il testo dell'ordinanza revocata:
Il SINDACO
In considerazione dell’abbondante nevicata avvenuta nell’intera giornata di ieri, che persiste anche nella giornata odierna, ed alla luce delle previsioni metereologiche che confermano il persistere delle copiose precipitazioni nevose nonché lo stato di preallarme emesso dalla Prefettura di Milano in data odierna;
Valutate le condizioni di praticabilità della rete stradale che non garantiscono un accesso sicuro agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, al fine di salvaguardare l’incolumità degli studenti e dei lavoratori della scuola prevedere l’interruzione dell’attività didattica dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La chiusura dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale “Dante Alighieri” – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare “Sacco e Vanzetti” – Via Dante
Scuola elementare “G.Rodari” – Largo Nenni 1
Scuola materna “Don Milani” - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna “F.lli Cervi” – Noverasco
Istituto Superiore “Italo Calvino” – Via Marx
Opera li 7 gennaio 2009
In considerazione dell’abbondante nevicata avvenuta nell’intera giornata di ieri, che persiste anche nella giornata odierna, ed alla luce delle previsioni metereologiche che confermano il persistere delle copiose precipitazioni nevose nonché lo stato di preallarme emesso dalla Prefettura di Milano in data odierna;
Valutate le condizioni di praticabilità della rete stradale che non garantiscono un accesso sicuro agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, al fine di salvaguardare l’incolumità degli studenti e dei lavoratori della scuola prevedere l’interruzione dell’attività didattica dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La chiusura dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale “Dante Alighieri” – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare “Sacco e Vanzetti” – Via Dante
Scuola elementare “G.Rodari” – Largo Nenni 1
Scuola materna “Don Milani” - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna “F.lli Cervi” – Noverasco
Istituto Superiore “Italo Calvino” – Via Marx
Opera li 7 gennaio 2009
IL SINDACO
Ettore Fusco
Ettore Fusco
lunedì 29 dicembre 2008
sabato 1 novembre 2008
COMUNICATO STAMPA: La Magistratura perseguita il Sindaco Fusco.
Opera, 1 novembre 2008
Nel giorno dei Santi mi domando seriamente a quale io debba votarmi per vincere la persecuzione della Magistratura.
Sono stato prosciolto per non avere commesso il fatto, nel giorno di San Valentino dello scorso febbraio, da un Gup di Milano che ha scrupolosamente esaminato la montagna di prove che il PM Barbaini aveva cercato di montare a mio carico. Successivamente la mia gente ha dimostrato di amare il suo attuale primo cittadino ribaltando qualsiasi previsione elettorale ed assicurandomi lo scranno del Borgomastro. Quanto ancora devo aspettare per poter dimostrare la mia estraneità a qualsiasi accusa mossa nei miei confronti?
Forse devo aspettare l’arrivo dei Santi Innocenti, il 28 dicembre nel giorno del mio trentanovesimo compleanno, quando si ricordano i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato?
La sentenza del Gup milanese non era stata rovesciata dalla Corte d’Appello, che rigettò il ricorso del PM, ma che dovette inoltrarlo su richiesta dello stesso alla Corte di Cassazione.
La Corte romana invece, nonostante l’avvocato di Fusco l’Onorevole Matteo Brigandì avesse persuaso la Procura di Cassazione a chiedere la conferma dell’assoluzione, si è espressa nel giorno del Capodanno Celtico con il rinvio ad un Giudice di Milano per riesaminare l’intero caso e decidere se mandare a giudizio, e quindi processare, il Sindaco di Opera per un reato che sarebbe già troppo considerarlo d’opinione.
Il Sindaco Ettore Fusco apprende serenamente questa decisione che, visto il clima che si respira nelle aule dove si amministra la giustizia, non lo stupisce più di quanto fu meravigliato dal proscioglimento che arrivò nonostante la pressione mediatica sul Giudice milanese Marco Maria Alma.
Il fatto che la Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, avesse comunque dato ragione all’allora Consigliere Comunale della Lega Nord e che la stessa Corte abbia invece scelto l’incredibile strada dell’accoglimento del ricorso del PM è degno di nota poiché si presentano adesso scenari inquietanti:
Il caso di Fusco torna ad essere esaminato preliminarmente a Milano ed un altro Giudice potrà decidere nuovamente di non rinviarlo a giudizio. Cosa succederà a quel punto? Il PM potrà ricorrere un'altra volta per rimettere in circolo la macchina della magistratura fino a trovare un altro giudice finalmente disposto a perseguitare un cittadino già assolto da un magistrato e dal voto popolare che lo ha fatto salire sulla poltrona del primo cittadino nel suo paese? E quando finalmente Fusco sarà rinviato a giudizio, e quindi sottoposto alla gogna di un processo, per quale ragione il Cittadino di Opera non potrà ricorrere a quella sentenza? Quale giustizia amministrata nel nome del Popolo, e che si possa definire uguale per tutti, ha la sfacciataggine di considerarsi realmente equa a questo punto?
Ai posteri l’ardua sentenza ed al Ministro della Giustizia l’onere di provvedere affinché tali vessazioni non abbiano a ripetersi in futuro.
Ettore Fusco – Sindaco di Opera
Nel giorno dei Santi mi domando seriamente a quale io debba votarmi per vincere la persecuzione della Magistratura.
Sono stato prosciolto per non avere commesso il fatto, nel giorno di San Valentino dello scorso febbraio, da un Gup di Milano che ha scrupolosamente esaminato la montagna di prove che il PM Barbaini aveva cercato di montare a mio carico. Successivamente la mia gente ha dimostrato di amare il suo attuale primo cittadino ribaltando qualsiasi previsione elettorale ed assicurandomi lo scranno del Borgomastro. Quanto ancora devo aspettare per poter dimostrare la mia estraneità a qualsiasi accusa mossa nei miei confronti?
Forse devo aspettare l’arrivo dei Santi Innocenti, il 28 dicembre nel giorno del mio trentanovesimo compleanno, quando si ricordano i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato?
La sentenza del Gup milanese non era stata rovesciata dalla Corte d’Appello, che rigettò il ricorso del PM, ma che dovette inoltrarlo su richiesta dello stesso alla Corte di Cassazione.
La Corte romana invece, nonostante l’avvocato di Fusco l’Onorevole Matteo Brigandì avesse persuaso la Procura di Cassazione a chiedere la conferma dell’assoluzione, si è espressa nel giorno del Capodanno Celtico con il rinvio ad un Giudice di Milano per riesaminare l’intero caso e decidere se mandare a giudizio, e quindi processare, il Sindaco di Opera per un reato che sarebbe già troppo considerarlo d’opinione.
Il Sindaco Ettore Fusco apprende serenamente questa decisione che, visto il clima che si respira nelle aule dove si amministra la giustizia, non lo stupisce più di quanto fu meravigliato dal proscioglimento che arrivò nonostante la pressione mediatica sul Giudice milanese Marco Maria Alma.
Il fatto che la Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, avesse comunque dato ragione all’allora Consigliere Comunale della Lega Nord e che la stessa Corte abbia invece scelto l’incredibile strada dell’accoglimento del ricorso del PM è degno di nota poiché si presentano adesso scenari inquietanti:
Il caso di Fusco torna ad essere esaminato preliminarmente a Milano ed un altro Giudice potrà decidere nuovamente di non rinviarlo a giudizio. Cosa succederà a quel punto? Il PM potrà ricorrere un'altra volta per rimettere in circolo la macchina della magistratura fino a trovare un altro giudice finalmente disposto a perseguitare un cittadino già assolto da un magistrato e dal voto popolare che lo ha fatto salire sulla poltrona del primo cittadino nel suo paese? E quando finalmente Fusco sarà rinviato a giudizio, e quindi sottoposto alla gogna di un processo, per quale ragione il Cittadino di Opera non potrà ricorrere a quella sentenza? Quale giustizia amministrata nel nome del Popolo, e che si possa definire uguale per tutti, ha la sfacciataggine di considerarsi realmente equa a questo punto?
Ai posteri l’ardua sentenza ed al Ministro della Giustizia l’onere di provvedere affinché tali vessazioni non abbiano a ripetersi in futuro.
Ettore Fusco – Sindaco di Opera
venerdì 31 ottobre 2008
HANNO PROPRIO DECISO DI PERSEGUITARE IL SINDACO FUSCO
ETTORE FUSCO AVRA' UN NUOVO PROCESSO, INVITO' CITTADINI AD OCCUPARE CAMPO NOMADI
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Ettore Fusco, il sindaco leghista di Opera, nell'hinterland milanese, dovrà essere riprocessato per istigazione a delinquere in relazione alla devastazione del campo rom di Opera, avvenuta il 21 dicembre del 2007. Lo ha disposto la Prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 40684 depositata oggi spiega il perchè, lo scorso 16 ottobre, ha annullato l'assoluzione accordata a Fusco, all'epoca dei fatti consigliere di opposizione della Lega Nord, dal gup di Milano lo scorso 14 febbraio. Fusco, durante una seduta consigliare, era intervenuto parlando alla folla esasperata, più di cento persone, che aveva invaso l'aula e li aveva invitati ad occupare la tendopoli realizzata dal comune per ospitare un campo nomadi. Successivamente si era pure affacciato dalla finestra del palazzo comunale e con un megafono aveva ribadito la necessità di spostare la protesta al campo nomadi.
La protesta era degenerata tanto che i manifestanti diedero alle fiamme le tende destinate ad accogliere i rom sfrattati pochi giorni prima dal campo di Via Ripamonti a Milano. Ne era scaturita una denuncia a Fusco per il reato previsto dall'art. 414 c.p., accusa dalla quale era stato assolto lo scorso 14 febbraio. Secondo il gup, Fusco non andava condannato perchè aveva semplicemente invitato gli operesi "a occupare il campo nomadi senza mai fare riferimento ad azioni violente e con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini".Contro l'assoluzione, la Procura di Milano ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che "l'istigazione posta in essere da Fusco conteneva quel corredo di modalità concrete dell'azione che faceva trasmodare la manifestazione del pensiero nell'istigazione".
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha sottolineato che per fare scattare una condanna per istigazione a delinquere basta che "sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazioni di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti". Un'analisi, ha precisato ancora la Cassazione rinviando il caso al gup di Milano, che "deve essere condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta". La Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, aveva chiesto di confermare l'assoluzione all'attuale sindaco di Opera.
(Dav/Gs/Adnkronos) 31-OTT-08 16:22
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Ettore Fusco, il sindaco leghista di Opera, nell'hinterland milanese, dovrà essere riprocessato per istigazione a delinquere in relazione alla devastazione del campo rom di Opera, avvenuta il 21 dicembre del 2007. Lo ha disposto la Prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 40684 depositata oggi spiega il perchè, lo scorso 16 ottobre, ha annullato l'assoluzione accordata a Fusco, all'epoca dei fatti consigliere di opposizione della Lega Nord, dal gup di Milano lo scorso 14 febbraio. Fusco, durante una seduta consigliare, era intervenuto parlando alla folla esasperata, più di cento persone, che aveva invaso l'aula e li aveva invitati ad occupare la tendopoli realizzata dal comune per ospitare un campo nomadi. Successivamente si era pure affacciato dalla finestra del palazzo comunale e con un megafono aveva ribadito la necessità di spostare la protesta al campo nomadi.
La protesta era degenerata tanto che i manifestanti diedero alle fiamme le tende destinate ad accogliere i rom sfrattati pochi giorni prima dal campo di Via Ripamonti a Milano. Ne era scaturita una denuncia a Fusco per il reato previsto dall'art. 414 c.p., accusa dalla quale era stato assolto lo scorso 14 febbraio. Secondo il gup, Fusco non andava condannato perchè aveva semplicemente invitato gli operesi "a occupare il campo nomadi senza mai fare riferimento ad azioni violente e con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini".Contro l'assoluzione, la Procura di Milano ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che "l'istigazione posta in essere da Fusco conteneva quel corredo di modalità concrete dell'azione che faceva trasmodare la manifestazione del pensiero nell'istigazione".
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha sottolineato che per fare scattare una condanna per istigazione a delinquere basta che "sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazioni di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti". Un'analisi, ha precisato ancora la Cassazione rinviando il caso al gup di Milano, che "deve essere condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta". La Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, aveva chiesto di confermare l'assoluzione all'attuale sindaco di Opera.
(Dav/Gs/Adnkronos) 31-OTT-08 16:22
mercoledì 22 ottobre 2008
DIFESA PERSONALE: II CORSO
TUTTI I VENERDI' DALLE ORE 19.15 ALLE ORE 20.15
RIPRENDE: VENERDI' 7 NOVEMBRE 2008
PRESSO LA PALESTRA DELLA
SCUOLA ELEMENTARE DI VIA EMILIA
RIPRENDE: VENERDI' 7 NOVEMBRE 2008
PRESSO LA PALESTRA DELLA
SCUOLA ELEMENTARE DI VIA EMILIA
ISCRIZIONI SUL POSTO:
Adulti: 15 euro al mese
Bambini (fino a 11 anni): gratuito
venerdì 3 ottobre 2008
Operazione condotta dalla Polizia Locale di Opera nella zona industriale dello Zerbo: scoperti clandestini extracomunitari che vivevano e lavoravano
Opera, 2 ottobre 2008,
alle ore 7.30 il Sindaco Ettore Fusco, il Comandante della Polizia Locale ed una pattuglia di agenti si sono recati nella zona
industriale, al quartiere Zerbo, per verificare un’attività che durante i sopralluoghi di verifica del territorio era risultata anomala. Infatti, durante i controlli si era riscontrata una attività lavorativa notevole presso un capannone industriale, dove però all’esterno non si evidenziavano segnali o presenze di persone.
L’operazione di questa mattina ha permesso di verificare, e agire poi di conseguenza nelle misure di legge, che alcuni locali, sopra l’area di produzione, erano adibiti a dormitorio e cucina. Spazi esigui che 23 extracomunitari, tutti cinesi ed in buona parte clandestini, condividevano in condizioni igieniche assolutamente precarie. Grazie all’intervento degli agenti alcuni di essi, stranieri senza permesso di soggiorno, sono stati allontanati per accertamenti. I responsabili dei lavoratori regolari sono stati invece invitati a garantire le norme di sicurezza igienico sanitarie obbligatorie e ad effettuare gli opportuni adeguamenti al fine di ospitare persone nei locali sopra al capannone. Naturalmente i titolari dell’azienda, con regolari commesse per conto di marche famose, saranno adesso chiamati nelle sedi opportune per spiegare la situazione di estrema illegalità riscontrata.
All’operazione si sono aggiunti anche due ispettori dell’INPS che sono intervenuti per la loro parte, i tecnici del Comune a verifica del rapporto spazio/persona e del rispetto delle norme edilizie ed infine è sopraggiunta, a supporto degli agenti di Polizia Locale, una pattuglia di Carabinieri.
“Al momento del bliz c’è stato un fuggi fuggi generale ed una certa tensione - sono le prime parole del Sindaco Fusco intensamente impegnato sin dall’irruzione - poiché da ogni angolo sbucava fuori qualche disperato sorpreso nel sonno dalla nostra visita. Dietro le porte, alcune chiuse a chiave, delle camere ricavate con pareti mobili, legni e cartoni, vi erano persone più sorprese che impaurite e molti hanno provato a fuggire nella confusione.
L’aver rilevato le pietose condizioni in cui queste persone sono costrette a vivere per guadagnarsi 50 euro a settimana lavorando giorno e notte - conclude il Sindaco - ci induce a forzare la mano ed a perseguire con tutti i mezzi a nostra disposizione gli atti criminosi legati allo sfruttamento dell’immigrazione che in certi casi diventano persino riduzione in schiavitù”
Da parte del Sindaco Ettore Fusco, che pochi giorni fa rincorse e fece arrestare una scippatrice, un encomio alla Polizia Locale di Opera, abilmente guidata dal Comandante De Tommaso, composta da personale qualificato, formato e motivato che anche in questa occasione ha dimostrato al primo cittadino di poter contare su agenti che non risparmiano energie quando c’è da lottare contro la criminalità.
alle ore 7.30 il Sindaco Ettore Fusco, il Comandante della Polizia Locale ed una pattuglia di agenti si sono recati nella zona
industriale, al quartiere Zerbo, per verificare un’attività che durante i sopralluoghi di verifica del territorio era risultata anomala. Infatti, durante i controlli si era riscontrata una attività lavorativa notevole presso un capannone industriale, dove però all’esterno non si evidenziavano segnali o presenze di persone.L’operazione di questa mattina ha permesso di verificare, e agire poi di conseguenza nelle misure di legge, che alcuni locali, sopra l’area di produzione, erano adibiti a dormitorio e cucina. Spazi esigui che 23 extracomunitari, tutti cinesi ed in buona parte clandestini, condividevano in condizioni igieniche assolutamente precarie. Grazie all’intervento degli agenti alcuni di essi, stranieri senza permesso di soggiorno, sono stati allontanati per accertamenti. I responsabili dei lavoratori regolari sono stati invece invitati a garantire le norme di sicurezza igienico sanitarie obbligatorie e ad effettuare gli opportuni adeguamenti al fine di ospitare persone nei locali sopra al capannone. Naturalmente i titolari dell’azienda, con regolari commesse per conto di marche famose, saranno adesso chiamati nelle sedi opportune per spiegare la situazione di estrema illegalità riscontrata.
All’operazione si sono aggiunti anche due ispettori dell’INPS che sono intervenuti per la loro parte, i tecnici del Comune a verifica del rapporto spazio/persona e del rispetto delle norme edilizie ed infine è sopraggiunta, a supporto degli agenti di Polizia Locale, una pattuglia di Carabinieri.

“Al momento del bliz c’è stato un fuggi fuggi generale ed una certa tensione - sono le prime parole del Sindaco Fusco intensamente impegnato sin dall’irruzione - poiché da ogni angolo sbucava fuori qualche disperato sorpreso nel sonno dalla nostra visita. Dietro le porte, alcune chiuse a chiave, delle camere ricavate con pareti mobili, legni e cartoni, vi erano persone più sorprese che impaurite e molti hanno provato a fuggire nella confusione.
L’aver rilevato le pietose condizioni in cui queste persone sono costrette a vivere per guadagnarsi 50 euro a settimana lavorando giorno e notte - conclude il Sindaco - ci induce a forzare la mano ed a perseguire con tutti i mezzi a nostra disposizione gli atti criminosi legati allo sfruttamento dell’immigrazione che in certi casi diventano persino riduzione in schiavitù”
Da parte del Sindaco Ettore Fusco, che pochi giorni fa rincorse e fece arrestare una scippatrice, un encomio alla Polizia Locale di Opera, abilmente guidata dal Comandante De Tommaso, composta da personale qualificato, formato e motivato che anche in questa occasione ha dimostrato al primo cittadino di poter contare su agenti che non risparmiano energie quando c’è da lottare contro la criminalità.
dall'Ufficio Stampa del Comune di Opera
(foto: in alto una delle stanze adibite a dormitorio; in basso la procedura dell'identificazione)
mercoledì 3 settembre 2008
COMUNICATO STAMPA: MILANO "BONIFICHI" LA VIA RIPAMONTI
Opera, 3 settembre 2008
Dopo l’arrivo di 130 Carabinieri nella Provincia di Milano e l’intervento dell’Esercito a presidiare la città del Sindaco Moratti qui a Opera ci domandiamo come mai le prostitute che “battono” la Via Ripamonti a confine con il nostro paese continuino ad aumentare.
Se dal sud Milano i sindaci si adoperano per ripulire le strade dalla piaga della prostituzione sembra invece che il Comune di Milano sia più interessato alla divisione dei finanziamenti per l’Expo che non a fare fruttare le nuove norme per la sicurezza nelle città.
E’ indecoroso che una città candidata a primeggiare nel mondo, e che rappresenta la capitale morale della nostra nazione, mostri di se un tale degrado. Campi nomadi, immigrati clandestini, spacciatori di droga e prostitute in bella mostra… non vogliamo certo che la vetrina dell’Expo che la Moratti offrirà ai suoi visitatori sia questa.
Chiediamo al Sindaco di Milano ed al Vicesindaco De Corato, Assessore con delega alla sicurezza, di intervenire quanto prima per restituire una parvenza di legalità agli occhi di quelle migliaia di cittadini che quotidianamente percorrono la strada che collega la metropoli al sud Milano.
Da troppi anni subiamo le angherie degli amministratori milanesi che disattendono le aspettative degli operesi e di tutti quei cittadini costretti a subire oltre il traffico in entrata alla città, a causa della Via Ripamonti ad una corsia nonostante sino ai confini operesi si giunga con la Valtidone che attraversa il nostro paese con due corsie per senso di marcia, anche il dilagare della criminalità organizzata con manovalanza straniera.
Diciamo basta alle prostitute che affollano il ciglio delle nostre strade e facciamo presente che i clienti delle lucciole causano quotidianamente incidenti, anche mortali, che nel “migliore” dei casi bloccano per ore l’unica via di accesso a Milano.
Quella Milano che dal primo gennaio ha imposto persino una tassa per chi entra in città con l’auto, non senza avere fatto prima un safari nella fauna della prostituzione periferica.
Dopo l’arrivo di 130 Carabinieri nella Provincia di Milano e l’intervento dell’Esercito a presidiare la città del Sindaco Moratti qui a Opera ci domandiamo come mai le prostitute che “battono” la Via Ripamonti a confine con il nostro paese continuino ad aumentare.
Se dal sud Milano i sindaci si adoperano per ripulire le strade dalla piaga della prostituzione sembra invece che il Comune di Milano sia più interessato alla divisione dei finanziamenti per l’Expo che non a fare fruttare le nuove norme per la sicurezza nelle città.
E’ indecoroso che una città candidata a primeggiare nel mondo, e che rappresenta la capitale morale della nostra nazione, mostri di se un tale degrado. Campi nomadi, immigrati clandestini, spacciatori di droga e prostitute in bella mostra… non vogliamo certo che la vetrina dell’Expo che la Moratti offrirà ai suoi visitatori sia questa.
Chiediamo al Sindaco di Milano ed al Vicesindaco De Corato, Assessore con delega alla sicurezza, di intervenire quanto prima per restituire una parvenza di legalità agli occhi di quelle migliaia di cittadini che quotidianamente percorrono la strada che collega la metropoli al sud Milano.
Da troppi anni subiamo le angherie degli amministratori milanesi che disattendono le aspettative degli operesi e di tutti quei cittadini costretti a subire oltre il traffico in entrata alla città, a causa della Via Ripamonti ad una corsia nonostante sino ai confini operesi si giunga con la Valtidone che attraversa il nostro paese con due corsie per senso di marcia, anche il dilagare della criminalità organizzata con manovalanza straniera.
Diciamo basta alle prostitute che affollano il ciglio delle nostre strade e facciamo presente che i clienti delle lucciole causano quotidianamente incidenti, anche mortali, che nel “migliore” dei casi bloccano per ore l’unica via di accesso a Milano.
Quella Milano che dal primo gennaio ha imposto persino una tassa per chi entra in città con l’auto, non senza avere fatto prima un safari nella fauna della prostituzione periferica.
Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco
venerdì 29 agosto 2008
COMUNICATO STAMPA: STOP AI VANDALI
Opera, 29 agosto 2008
La notte scorsa il parco giochi di Via F.lli Cervi nei pressi del Cimitero è stato oggetto delle attenzioni dei soliti vandali che, forse in preda ad alcool e droghe, hanno divelto i cestini, spezzato rami degli alberi ed infine si sono accaniti sulle altalene dei bambini.
Siamo stanchi di assistere impotenti alla vigliaccheria di vandali che nella notte devastano l’arredo urbano ed in particolare i giochi dei bimbi.
Un giro di vite aspetta questi incivili che con i loro schiamazzi notturni disturbano la quiete pubblica e con le loro bravate costano all’Amministrazione decine di migliaia di euro ogni mese.
Un costo, quello delle devastazioni dei bulli di periferia, che si ripercuote prima di tutti sui bambini che per riavere i propri giochi nei parchi pubblici devono aspettare anche dei mesi.
Per questo è allo studio un piano di intervento, con la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico, grazie al quale basterà utilizzare impropriamente altalene e scivoli, vicino alle quali vi saranno cartelli recanti l’età delle persone ammesse all’utilizzo, per pagarne le conseguenze.
In arrivo ci sono anche altre telecamere, collegate ad una centrale operativa, attraverso le quali comincerà l’identificazione dei responsabili dei danni e quindi l’avvio di procedure per il recupero del costo delle manomissioni.
Queste soluzioni, purtroppo, denotano un’altra sconfitta della società incapace a formare il cittadino per il quale, oramai, difficilmente basterà ripristinare l’ora di educazione civica ed il voto in condotta per sopperire alla debolezza del potere educativo della famiglia ed alla perdita dei valori da trasmettere ai giovani sostituiti, grazie anche alla troppa televisione spazzatura, da errati modelli di vita che si manifestano con il bullismo ed il vandalismo.
Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco
La notte scorsa il parco giochi di Via F.lli Cervi nei pressi del Cimitero è stato oggetto delle attenzioni dei soliti vandali che, forse in preda ad alcool e droghe, hanno divelto i cestini, spezzato rami degli alberi ed infine si sono accaniti sulle altalene dei bambini.
Siamo stanchi di assistere impotenti alla vigliaccheria di vandali che nella notte devastano l’arredo urbano ed in particolare i giochi dei bimbi.
Un giro di vite aspetta questi incivili che con i loro schiamazzi notturni disturbano la quiete pubblica e con le loro bravate costano all’Amministrazione decine di migliaia di euro ogni mese.
Un costo, quello delle devastazioni dei bulli di periferia, che si ripercuote prima di tutti sui bambini che per riavere i propri giochi nei parchi pubblici devono aspettare anche dei mesi.
Per questo è allo studio un piano di intervento, con la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico, grazie al quale basterà utilizzare impropriamente altalene e scivoli, vicino alle quali vi saranno cartelli recanti l’età delle persone ammesse all’utilizzo, per pagarne le conseguenze.
In arrivo ci sono anche altre telecamere, collegate ad una centrale operativa, attraverso le quali comincerà l’identificazione dei responsabili dei danni e quindi l’avvio di procedure per il recupero del costo delle manomissioni.
Queste soluzioni, purtroppo, denotano un’altra sconfitta della società incapace a formare il cittadino per il quale, oramai, difficilmente basterà ripristinare l’ora di educazione civica ed il voto in condotta per sopperire alla debolezza del potere educativo della famiglia ed alla perdita dei valori da trasmettere ai giovani sostituiti, grazie anche alla troppa televisione spazzatura, da errati modelli di vita che si manifestano con il bullismo ed il vandalismo.
Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco
mercoledì 27 agosto 2008
TEMPI DURI PER I CLIENTI DELLE PROSTITUTE
Opera, 27 agosto 2008
La sicurezza è ancora al centro dell’attività amministrativa del Sindaco Ettore Fusco.
Nella lotta alla prostituzione il primo cittadino operese, come preannunciato a ferragosto quando un centauro perse la vita sulla S.S. Valtidone, firma l’ordinanza che di fatto colpisce i clienti delle prostitute. Bersaglio del Sindaco sono tutti quegli automobilisti che, fermandosi anche solo a trattare con le lucciole, mettono a rischio l’incolumità di chi transita sulle strade dove i cercatori di compagnia a pagamento si rendono troppo spesso autori di manovre azzardate che nel corso degli anni si sono rivelate mortali in troppe occasioni.
Il Comune di Opera, con la sua rigida politica a favore della sicurezza e del decoro, non ha prostitute sul suo territorio ma purtroppo ne conta alcune sulle strade confinanti, in particolare quelle di competenza del Comune di Locate di Triulzi, dove sono sempre di più le prostitute che prendono servizio senza che l’Amministrazione intervenga per porre fine alla vergognosa pratica. Questo nonostante le richieste di Opera ripetutamente fatte al collega locatese Preli sin dall’insediamento del Sindaco Fusco e dopo alcuni interventi fatti di concerto tra la Polizia Locale operese ed i Carabinieri al confine tra i due comuni.
Purtroppo con la nostra ordinanza non avremo comunque la possibilità di garantire l’incolumità dei nostri cittadini in quanto l’eventuale sanzione sarebbe commessa sul territorio di Locate ma, apponendo i cartelli in prossimità di quelle aree che confinano con le nostre, contiamo di dissuadere gli automobilisti dal caricare a bordo le prostitute e quindi fare si che queste si trasferiscano altrove preservando gli operesi dai rischi provocati dalle inversioni di marcia improvvise e dalle altre manovre azzardate.
Con questa ordinanza ci siamo rafforzati, qualora qualche lucciola riprovasse ad insediarsi sul suolo operese, con un arma in più per legittimare l’intervento della nostra efficiente Polizia Locale che necessità, per agire con determinazione, degli strumenti idonei che grazie al Ministro Maroni, ed alla politica del Viminale sulla sicurezza, stanno giungendo ai comuni attraverso i maggiori poteri ai sindaci.
Adesso ci aspettiamo un analoga determinazione da parte del Sindaco locatese al fine di risolvere una volta per tutte questa vicenda e lasciare che i nostri agenti possano dedicarsi al mantenimento dell’ordine ed alla prevenzione dei crimini sul territorio anziché dover pattugliare le zone limitrofe a quelle del nostro paese per cercare di limitare i danni del meretricio sul comune confinante.
La sanzione prevista dall’ordinanza, a chiunque si fermi a contrattare con le prostitute, è pari a €500,00 ed alla denuncia penale che può implicare fino a tre mesi di carcere.
La sicurezza è ancora al centro dell’attività amministrativa del Sindaco Ettore Fusco.
Nella lotta alla prostituzione il primo cittadino operese, come preannunciato a ferragosto quando un centauro perse la vita sulla S.S. Valtidone, firma l’ordinanza che di fatto colpisce i clienti delle prostitute. Bersaglio del Sindaco sono tutti quegli automobilisti che, fermandosi anche solo a trattare con le lucciole, mettono a rischio l’incolumità di chi transita sulle strade dove i cercatori di compagnia a pagamento si rendono troppo spesso autori di manovre azzardate che nel corso degli anni si sono rivelate mortali in troppe occasioni.
Il Comune di Opera, con la sua rigida politica a favore della sicurezza e del decoro, non ha prostitute sul suo territorio ma purtroppo ne conta alcune sulle strade confinanti, in particolare quelle di competenza del Comune di Locate di Triulzi, dove sono sempre di più le prostitute che prendono servizio senza che l’Amministrazione intervenga per porre fine alla vergognosa pratica. Questo nonostante le richieste di Opera ripetutamente fatte al collega locatese Preli sin dall’insediamento del Sindaco Fusco e dopo alcuni interventi fatti di concerto tra la Polizia Locale operese ed i Carabinieri al confine tra i due comuni.
Purtroppo con la nostra ordinanza non avremo comunque la possibilità di garantire l’incolumità dei nostri cittadini in quanto l’eventuale sanzione sarebbe commessa sul territorio di Locate ma, apponendo i cartelli in prossimità di quelle aree che confinano con le nostre, contiamo di dissuadere gli automobilisti dal caricare a bordo le prostitute e quindi fare si che queste si trasferiscano altrove preservando gli operesi dai rischi provocati dalle inversioni di marcia improvvise e dalle altre manovre azzardate.
Con questa ordinanza ci siamo rafforzati, qualora qualche lucciola riprovasse ad insediarsi sul suolo operese, con un arma in più per legittimare l’intervento della nostra efficiente Polizia Locale che necessità, per agire con determinazione, degli strumenti idonei che grazie al Ministro Maroni, ed alla politica del Viminale sulla sicurezza, stanno giungendo ai comuni attraverso i maggiori poteri ai sindaci.
Adesso ci aspettiamo un analoga determinazione da parte del Sindaco locatese al fine di risolvere una volta per tutte questa vicenda e lasciare che i nostri agenti possano dedicarsi al mantenimento dell’ordine ed alla prevenzione dei crimini sul territorio anziché dover pattugliare le zone limitrofe a quelle del nostro paese per cercare di limitare i danni del meretricio sul comune confinante.
La sanzione prevista dall’ordinanza, a chiunque si fermi a contrattare con le prostitute, è pari a €500,00 ed alla denuncia penale che può implicare fino a tre mesi di carcere.
Comunicato stampa del Sindaco Ettore Fusco
martedì 24 giugno 2008
CONTRO I CLANDESTINI ED I LORO AGUZZINI: BLITZ NOTTURNO DEI CARABINIERI A OPERA
Opera (24 giugno 2008) - Sarà una coincidenza, ma gli effetti del giro di vite deciso a livello nazionale dal governo di centrodestra, con il ministro degli Interni della Lega Nord, si vedono anche a livello locale. Soprattutto quando il pressing di un sindaco, sempre del Carroccio, fa alzare il livello di attenzione sui temi della sicurezza urbana.
Nel corso della notte, infatti, i militari dell'Arma dei carabinieri hanno messo a segno una nuova operazione di contrasto al lavoro clandestino. Con funzionari dell'ispettorato del lavoro di Milano, i carabinieri hanno eseguito due blitz, in altrettante aziende meccaniche di Opera, nella periferia sud di Milano, identificando 25 clandestini e denunciandone due.
Poche ore dopo, Palazzo Madama dava il via libera al disegno di legge di conversione del decreto approvato nei giorni scorsi dal Governo Berlusconi.L'operazione è frutto di un lungo lavoro investigativo partito alcuni mesi fa, quando la polizia locale di Opera ha fermato e identificato tre stranieri clandestini che avevano dichiarato di essere impiegati in aziende del territorio.
“L'operazione – spiega il sindaco di Opera, Ettore Fusco – è il risultato della serie di incontri che nei giorni scorsi ho avuto con il Prefetto di Milano e il comandante provinciale dell'Arma. Da entrambi avevo ottenuto rassicurazioni che il presidio e le attività investigative di contrasto alla clandestinità sul territorio di Opera sarebbero aumentate e così è stato. La nostra attenzione e impegno sulla sicurezza proseguiranno a 360 gradi, nella speranza di avere anche la collaborazione dei Comuni confinanti, al fine di debellare altri problemi di fronte ai quali i cittadini chiedono, alle istituzioni, risposte concrete. Tra questi, vi sono sicuramente in cima alla lista la prostituzione e lo spaccio di stupefacenti”.
Il controllo dei carabinieri, sia del nucleo operativo di Corsico sia della stazione di Opera ai quali il sindaco ha rivolto i complimenti per l'ottimo lavoro svolto, è scattato intorno alla mezzanotte in due aziende, nelle vie Trebbia e Staffora. Entrambi i titolari, uno italiano e l'altro egiziano, sono stati denunciati per sfruttamento di manodopera clandestina.
I militari hanno fermato e identificato presso la questura di Milano 25 clandestini, provenienti dall'est europeo (moldavi, ucraini, romeni), ma anche egiziani senza permesso di soggiorno, documenti e, ovviamente, contratto di lavoro. Dopo gli accertamenti, due clandestini sono stati denunciati per non aver ottemperato alle disposizioni normative in tema di permanenza sul territorio italiano.
L'ispettorato del lavoro ha, invece, provveduto a mettere i sigilli alle due aziende che probabilmente lavoravano come terziste per imprese molto conosciute a livello nazionale.
Ufficio stampa Comune di Opera
mercoledì 18 giugno 2008
SICUREZZA: Vertice Fusco - Lombardi, no ai campi rom nel sud Milano
Opera (17 giugno 2008) – Potenziamento dell'organico dei carabinieri, operatività della stazione 24 ore su 24, spostamento della caserma nel centro cittadino e una nuova sede per la Polizia stradale: sono i punti affrontati nel corso del vertice tenutosi in mattinata tra il sindaco Ettore Fusco, il vicesindaco Antonino Nucera, il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi e il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, colonnello Sergio Pascali a palazzo Diotti.
“Un incontro utile – sottolinea il sindaco – non solo per fare il punto sulla situazione e analizzare insieme i problemi di sicurezza sul nostro territorio, in particolare legati allo spaccio e alla prostituzione. È stata, infatti, l'occasione per analizzare alcune proposte, verso le quali sia il Prefetto sia il comandante provinciale dell'Arma hanno mostrato particolare attenzione, dando la loro disponibilità ad analizzare possibili interventi. Già nei prossimi giorni, infatti, il colonnello Pascali verrà a Opera per verificare sul campo la situazione, confrontandosi con i comandanti della Polizia locale e dei carabinieri di Corsico, da cui dipende la stazione operese”.
In particolare, il sindaco di Opera si è fatto interprete della preoccupazione dei cittadini, perché il numero dei carabinieri presenti nella locale stazione sono troppo pochi. “L'organico – ha detto Fusco – è fermo a quindici anni fa. Però, negli anni, il paese e, di conseguenza, la popolazione sono cresciuti. Mi è stato assicurato che verificheranno la possibilità di destinare a noi una parte del nuovo contingente di 130 militari dell'Arma previsto per Milano e provincia o, comunque, una riorganizzazione tale da consentire più agenti sul territorio operese”.
Il comandante provinciale dell'Arma ha accolto con favore la proposta di spostare la caserma, attualmente al confine con Milano, verso il centro di Opera. “Si raggiungerebbe – precisa il sindaco – il doppio obiettivo di avere i carabinieri più vicini ai cittadini, ma anche un maggior controllo, grazie al fatto che le pattuglie dovranno necessariamente passare per le vie del centro durante gli spostamenti da e verso la caserma”.
L'attuale stazione verrebbe invece destinata alla Polizia di Stato. Anche su questo aspetto c'è stata una convergenza di vedute tra il sindaco e il prefetto. Insieme hanno ipotizzato la possibilità di destinare la palazzina a un nucleo specializzato nel controllo e nel recupero delle auto rubate.
Il sindaco ha chiesto rassicurazioni affinché, soprattutto in vista dell'Expo, non vi sia un piano per spostare Rom e prostitute verso l'hinterland. “Gian Valerio Lombardi – precisa Ettore Fusco – mi ha assicurato che non sono previsti, in alcun modo, spostamenti sul nostro territorio. Sono quindi fiducioso che, grazie anche ai poteri di commissario ricevuti dal Governo, il prefetto saprà garantire quell'ordine e quella sicurezza che i cittadini, e io con loro, chiedono con forza”.
“Un incontro utile – sottolinea il sindaco – non solo per fare il punto sulla situazione e analizzare insieme i problemi di sicurezza sul nostro territorio, in particolare legati allo spaccio e alla prostituzione. È stata, infatti, l'occasione per analizzare alcune proposte, verso le quali sia il Prefetto sia il comandante provinciale dell'Arma hanno mostrato particolare attenzione, dando la loro disponibilità ad analizzare possibili interventi. Già nei prossimi giorni, infatti, il colonnello Pascali verrà a Opera per verificare sul campo la situazione, confrontandosi con i comandanti della Polizia locale e dei carabinieri di Corsico, da cui dipende la stazione operese”.
In particolare, il sindaco di Opera si è fatto interprete della preoccupazione dei cittadini, perché il numero dei carabinieri presenti nella locale stazione sono troppo pochi. “L'organico – ha detto Fusco – è fermo a quindici anni fa. Però, negli anni, il paese e, di conseguenza, la popolazione sono cresciuti. Mi è stato assicurato che verificheranno la possibilità di destinare a noi una parte del nuovo contingente di 130 militari dell'Arma previsto per Milano e provincia o, comunque, una riorganizzazione tale da consentire più agenti sul territorio operese”.
Il comandante provinciale dell'Arma ha accolto con favore la proposta di spostare la caserma, attualmente al confine con Milano, verso il centro di Opera. “Si raggiungerebbe – precisa il sindaco – il doppio obiettivo di avere i carabinieri più vicini ai cittadini, ma anche un maggior controllo, grazie al fatto che le pattuglie dovranno necessariamente passare per le vie del centro durante gli spostamenti da e verso la caserma”.
L'attuale stazione verrebbe invece destinata alla Polizia di Stato. Anche su questo aspetto c'è stata una convergenza di vedute tra il sindaco e il prefetto. Insieme hanno ipotizzato la possibilità di destinare la palazzina a un nucleo specializzato nel controllo e nel recupero delle auto rubate.
Il sindaco ha chiesto rassicurazioni affinché, soprattutto in vista dell'Expo, non vi sia un piano per spostare Rom e prostitute verso l'hinterland. “Gian Valerio Lombardi – precisa Ettore Fusco – mi ha assicurato che non sono previsti, in alcun modo, spostamenti sul nostro territorio. Sono quindi fiducioso che, grazie anche ai poteri di commissario ricevuti dal Governo, il prefetto saprà garantire quell'ordine e quella sicurezza che i cittadini, e io con loro, chiedono con forza”.
sabato 7 giugno 2008
Blitz antidroga delle “pattuglie per la sicurezza”
Opera (7 giugno 2008) – Operazione antidroga delle “pattuglie per la sicurezza” volute dal sindaco Ettore Fusco per presidiare il territorio anche durante le ore serali. L’intervento è avvenuto ieri sera nelle vicinanze dell’Abbazia di Mirasole, lungo la strada sterrata che porta in campagna in direzione Rozzano. Qui si erano assembrate una settantina di persone giunte da ogni parte della Lombardia per acquistare cocaina e hashish. Il blitz di due pattuglie della polizia locale e di una di quella provinciale ha provocato un fuggi fuggi generale. Sono state fermate, identificate e denunciate cinque persone per detenzione e uso di sostanze stupefacenti.
“Il luogo dove è stato eseguito l’intervento – spiega il sindaco – è stato da me segnalato già un anno fa sia al Prefetto sia al Questore. Dopo circa un mese mi era stato risposto che, pur intensificando i controlli, non era risultato alcunché. L’operazione compiuta ieri sera dimostra il contrario e conferma che le mie segnalazioni sono ancora attuali. Diventa quindi fondamentale un maggior presidio della zona da parte delle Forze dell’Ordine. Inserirò anche questo problema nell’agenda dell’incontro con il Prefetto che sto aspettando da circa un mese”.
L’operazione di controllo è scattata nella tarda serata di ieri, quando la polizia locale ha ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta nei pressi dell’Abbazia di Mirasole. Qui le persone che vi abitano hanno più volte evidenziato un problema di sicurezza e la paura di uscire la sera proprio per assembramenti di individui dediti allo spaccio. Una segnalazione che il sindaco Ettore Fusco ha fatto sua e sulla quale intende andare fino in fondo, chiedendo un maggior coinvolgimento dei Carabinieri.
Nell’automobile si trovava una persona seminuda che si stava probabilmente drogando. L’uomo si è barricato dentro e c’è voluto un po’ di tempo prima che gli agenti riuscissero a convincerlo ad aprire il veicolo. All’interno sono state trovate alcune bottigliette di metadone. Nel frattempo, alle pattuglie si sono avvicinati due agenti in borghese della polizia penitenziaria, che hanno segnalato l’assembramento di tossicodipendenti poco distanti dall’Abbazia. Immediatamente è scattato il blitz. È partito l’inseguimento. Un’auto e un motorino sono finite in un fosso. Abbandonata anche una moto rubata utilizzata sicuramente dagli spacciatori, tutti di origine magrebina.
Gli agenti sono riusciti a bloccare cinque ragazzi, italiani provenienti dal lodigiano, dal pavese e dal bergamasco. Avevano con sé alcune bustine di hashish per uso personale. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica e segnalati alla Prefettura. Rischiano il ritiro della patente e altri provvedimenti amministrativi.
“Credo sia fondamentale – sottolinea Ettore Fusco – una maggiore sinergia tra chi si occupa di sicurezza sul nostro territorio. Perché l’obiettivo è contrastare il dilagare della criminalità con interventi di prevenzione prima di essere costretti ad agire con la repressione”.
Ufficio stampa Comune di Opera
“Il luogo dove è stato eseguito l’intervento – spiega il sindaco – è stato da me segnalato già un anno fa sia al Prefetto sia al Questore. Dopo circa un mese mi era stato risposto che, pur intensificando i controlli, non era risultato alcunché. L’operazione compiuta ieri sera dimostra il contrario e conferma che le mie segnalazioni sono ancora attuali. Diventa quindi fondamentale un maggior presidio della zona da parte delle Forze dell’Ordine. Inserirò anche questo problema nell’agenda dell’incontro con il Prefetto che sto aspettando da circa un mese”.
L’operazione di controllo è scattata nella tarda serata di ieri, quando la polizia locale ha ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta nei pressi dell’Abbazia di Mirasole. Qui le persone che vi abitano hanno più volte evidenziato un problema di sicurezza e la paura di uscire la sera proprio per assembramenti di individui dediti allo spaccio. Una segnalazione che il sindaco Ettore Fusco ha fatto sua e sulla quale intende andare fino in fondo, chiedendo un maggior coinvolgimento dei Carabinieri.
Nell’automobile si trovava una persona seminuda che si stava probabilmente drogando. L’uomo si è barricato dentro e c’è voluto un po’ di tempo prima che gli agenti riuscissero a convincerlo ad aprire il veicolo. All’interno sono state trovate alcune bottigliette di metadone. Nel frattempo, alle pattuglie si sono avvicinati due agenti in borghese della polizia penitenziaria, che hanno segnalato l’assembramento di tossicodipendenti poco distanti dall’Abbazia. Immediatamente è scattato il blitz. È partito l’inseguimento. Un’auto e un motorino sono finite in un fosso. Abbandonata anche una moto rubata utilizzata sicuramente dagli spacciatori, tutti di origine magrebina.
Gli agenti sono riusciti a bloccare cinque ragazzi, italiani provenienti dal lodigiano, dal pavese e dal bergamasco. Avevano con sé alcune bustine di hashish per uso personale. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica e segnalati alla Prefettura. Rischiano il ritiro della patente e altri provvedimenti amministrativi.
“Credo sia fondamentale – sottolinea Ettore Fusco – una maggiore sinergia tra chi si occupa di sicurezza sul nostro territorio. Perché l’obiettivo è contrastare il dilagare della criminalità con interventi di prevenzione prima di essere costretti ad agire con la repressione”.
Ufficio stampa Comune di Opera
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